baci e spari
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baciespari38@libero.it Link [la serie] [censure]
Censure Cens.italiana sui comics americani (F.Gordon)
Storie epiche
Autori Uggeri con affetto Michele Pepe Vannini, l'alba di un... Civitelli, il maestro della luce
Anomalie
Cronologie Tex versioni uniche 1/14 tutte le edizioni Tex 1/200
Collezionismo Albo Oro pag numerate Numeri che non esistono o quasi
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In edicola Zagor Alla faccia della ricerca
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Ken Parker
Eccolo, in tutta la sua forza grafica e nella complementarietà di un paio di colori e relativi cromatici.
[Francesco Bosco] Venredì 3-9-2010 (autori)
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Tex 600
Ricorda più una quelle cover di riviste specializzate a fumetti degli anni '70/'80 che proponevano Tex. Ad ogni modo il disegno sembra mirabilmente fatto, Villa questa volta col colore è piaciuto di più che su prove come Uomini in fuga (500) e Sul sentiero dei ricordi (575), il giallo e l'azzurro sembrano essere giocati con più calore e le pieghe più fumettistiche, più vicine a quelle di un disegno interno che alla pittura di un'illustrazione. Piace molto anche il "600" eseguito a mano...come almeno sembra. Comunque un classico, un po' ad "effetto" (quel bianco stona ma acchiappa) ma un classico. Bravo Villa. Per quanto riguarda il disegnatore della storia, Giovanni Ticci, nel Giornale della Bonelli Editore vengono proposte un paio di tavole in anteprima che mettono in luce quanto l'artista senese sia ancora in perfetta forma ma anche quanto in conflitto col colore: sinceramente da rimanere allibiti! i colori sono sempre stati il "punto debole" di un personaggio in bianco e nero come Tex e non capiamo la necessità di festeggiare un tale evento con una cosa non da Tex : potevano fare la copertina in bianco e nero, tanto per ribaltare completamente i concetti.
[Francesco Bosco] Giovedì 2-9-2010 (cover)
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore TEX si fa in quattro
No! Tex è un personaggio dal filone avventuroso, fortemente classico con "divagazioni sul fantastico" e questa è la sola rappresentazione del personaggio che conosco. Delle sfaccettature psicologiche dell'eroe introdotte da Nolitta, della zagorizzazione degli antagonisti, delle Historic Contamination di Boselli, dei "respiri corti" delle storie di Ruju e Faraci, dei faccia a faccia di Faraci si deve adoperare un criterio di ponderazione. Impiegare quello che in Bonelli senior era residuo è diventata arte primaria nella saga. A tal proposito si vada a vedere un classico come La rivolta dei Apaches del quale ovviamente non se ne pretende un ricalco ma che in Gran Bretagna si userebbe per indicare l'Oceania: l'esatto opposto.
[Sciurtato] Martedì 31-8-2010 (articoli)
©baciespari-Testo di Sciurtato -Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Mister Galep -28 agosto 1917-
Insomma quando Tex è a cavallo Galep si concentra sul "Tex a cavallo" non su cosa pensa l'aquila che all'alto osserva il galoppo del ranger. Un ammennicolo. L'eroe è l'eroe e va disegnato senza tergiversare, il giusto spazio ai contorni e via di corsa verso l'avventura, di "colla grafica" ne abbiamo abbastanza: più Galep, più Letteri, meno milioni di segnetti, sottotrame grafiche e quant'altro. Più Tex!
[Sciurtato] Sabato 28-8-2010 (autori)
©baciespari-Testo di Sciurtato -Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Il Misterioso Mister "P"
Ma che razza di bestia è l’ippocampo? E’ un Tex incredulo quello che viene edotto dal figlio sull’esistenza dei cavalli di mare, un Tex a cui non piace essere preso in giro: “Mai sentito dire che sul mare ci galoppano i cavalli”. Ma il giovanotto insiste: “Se tu fossi venuto a scuola con me lo avresti sentito dire, papà” (Il fuoco). E ancora in un’altra circostanza, nel sentirsi paragonato da Kit all’Araba Fenice, Tex ribatte quasi infastidito: “Non cominciamo con le parole difficili!” (La fine di Lupo Bianco). Insomma il nostro eroe non ha studiato. Del resto, per un pistolero come lui, saper leggere, scrivere e far di conto basta e avanza. A che gli serve la cultura? Nel West, poi… Alle prese con la “P” greca di Proteus il problema si ripresenta. E anche questa volta il figlio di Tex, che, come è noto, ha studiato dai Padri Missionari di Santa Anita, scioglie l’enigma. “Ma sicuro! - esclama eccitato - Proteus, l’antico dio marino che pasceva il gregge di Nettuno…”. Naturalmente sulle prime Tex non capisce e il vecchio Carson reagisce stizzito di fronte a tanto sfoggio di cultura da parte del figlioccio. Ma alla fine della gustosa scenetta familiare i tre devono purtroppo convenire che il loro insolito avversario non solo è colto ma si sta rivelando anche “un vero asso”, abile e intelligente come Mefisto.
La disavventura del capitano Manson, ingiustamente accusato della rapina dei 50.000 dollari delle paghe di Forte Whipple, è esemplare. La guardia del corpo del commissario Jordan, scelta tra i migliori agenti della Pinkerton, non ha dubbi sulla sua colpevolezza: “L’ho pensato subito dopo averlo visto che il capitano fosse un tipo losco…”, si mette a sentenziare assistendo alla zuffa tra il furibondo mister Jordan e il malcapitato Manson.
[Mauro Scremin] Giovedì 19-8-2010 (storie)
©baciespari-Testo di Mauro Scremin -Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Spillane "Special Guest" in Lazarus leed
...un romanzo non gli costava più di 15 giorni alla macchina per scrivere, battendo con due dita a spazio uno per evitare ripensamenti o cancellature.
[Francesco Bosco] Mercoledì 18-8-2010 (articoli)
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Ernesto Garcia Seijas
Considerando che un autore
dell'età di Seijas (69 anni) potrebbe navigare tranquillamente di
conserva- non dico che è una prassi tra i disegnatori anzianotti
ma sarebbe del tutto comprensibile se lo fosse- quello che sorprende
dell'artista argentino è una evidente evoluzione grafica (volontaria o
naturale, non lo so) che riguarda le sue chine. Nei passaggi grafici tra
pagina 20 e pagina 23 il segno è scarno, adattissimo alla scena (McDormand
ammazza Dreyer) e riporta vagamente, qui involontariamente, a quel
tratto un po' underground e meraviglioso di autori come Giovanni
Cianti, Gianni Grugef e dello stesso Pazienza mentre
una certa
I personaggi: Il ranger Jack Loman è fino ad ora senz'altro la figura di rilievo della storia e non dubitiamo che continuerà ad esserlo anche nell'episodio conclusivo, ma dal punto di vista grafico metterei in risalto la caratterizzazione che Seijas da a McDormand, palesemente rappresentato con la faccia di Mickey Spillane, il grande scrittore americano padre di Mike Hammer (il romanzo) e Mike Danger (il fumetto) scomparso solo qualche anno fa. Avendo seguito il bel topic presente su TWF, in cui interviene lo stesso Pasquale Ruju, si è capito che l'ispirazione è scattata a Seijas, avendo Ruju "suggerito" al disegnatore argentino solo il personaggio Loman da farsi tra il Lee Van Cliff e il Jack Palance.
Qui, nella foto, un'inequivocabile somiglianza tra Spillane e McDormand... naso aquilino, mascella volitiva e bocca ampia, nelle tavole del personaggio "Mike Danger", la strip scritta da Spillane e disegnata dal grande Ed Robbins, il detective privato Danger ha le fattezze in tutto e per tutto di Spillane, caratterizzato da quel Crew Cut che possiamo notare in McDormand. I complimenti anche da parte mia a Ruju, per il colpo che è riuscito a mettere nell'edizione più prestigiosa: il mensile. L'unica cosa è che vedendolo spesso nella fortunata trasmissione di Italia 1 "Real CSI" non vorrei avesse avuto un'idea da deformazione professionale, inserendo teorie su fori d'entrata e fori d'uscita anche nel nostro Tex: quel buco in pieno petto al giovane Michael sembra tanto un foro d'uscita di un colpo alla spalle. Ma è ovvio che la teoria è impossibile!
[Sciurtato] Sabato 14-8-2010 (autori)
©baciespari-Testo di Sciurtato -Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore La prova del fuoco
Il giudizio è sempre da rispettare, yes sir, ma La prova del fuoco è una bella variazione sul tema, un albo che suona una "melodia texiana" forse non subito orecchiabile (una bella melodia deve essere orecchiabile?) ma efficace e sostanziale anche con le bistecche alte due dita. Dunque, vediamo un pò, intanto il Mike Danger di Sahle perchè, come mi notare l'amico Sciurtato, Mc Dormand, il vilain della storia di Ruju, è ispirato graficamente al famoso personaggio dei fumetti di Spillane quindi, parlando poi della bellezza dell'albo 598, si, credo verrà alta la qualità anche del 599: lo scenario sembra perlomeno prometterlo... e la "conseguenza" sarà quella di annoverare questa Prova del Fuoco tra storie migliori del centinaio 500/600. Ma stiamo commentando un albo secco, per ora, "secco" come "La grande sete" di Manfredi (7,5), "Omicidio in B S" di Boselli (7,5) ed anche "L'artiglio della Tigre" di Nizzi (7) e "Lo Sceriffo Indiano" di Faraci (7). 8, per ora, a "La prova del fuoco" (5 al titolo), e 8 ai disegni di Seijas. Anche qui dico che alla fine noto un capolavoro grafico destinato, al pari della storia, a segnare il centinaio 500/600. Le belle storie si fanno in due. La storia è molto giocata sul piano emotivo da Ruju... il figliolo di Loman, Michael, letteralmente incantato dall'incontro di una autentica leggenda del West come Tex Willer, è desideroso di affrontare la sua prima missione al fianco del ranger. Ma il ragazzo ci lascerà la pelle: è stato assegnato da Tex a "rassicuranti" compiti di copertura che si riveleranno invece fatali. Jack Loman, ranger e buon amico di Tex, sconvolto dalla perdita del figlio Michael va dritto verso la più tremenda delle vendette fino a trovarsi nel suo percorso di morte e distruzione faccia a faccia col vecchio amico... il Michael incantato e il Tex in colpa, se colpa è, saranno elementi di enfasi nel presumibile "scontro" finale in 599 tra Tex e Loman Tra i personaggi più riusciti un vilain bastardissimo come Mc Dormand, che sembrerebbe avere un ruolo non marginale nello sviluppo delle intricate vicende psicologiche dell'intera storia: esso sembra meritare attenzioni da parte del lettore come possibile redento. Non so se è la carta giusta da giocare, quella del redento, fatto è che 598 chiude con due assassini senza scrupoli. Forse troppi. E' Jack Loman a tener banco, per ora:
Allora è una sfida, Tex. Vediamo chi arriva per primo. Voglio prendere l'assassino con le mie mani. Lavoreremo insieme come al solito, ma alla fine sarò io a premere il grilletto
[Francesco Bosco] Sabato 14-8-2010 (edicola)
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Originale per copertina I^ Serie Gigante n 3
[Sciurtato] Mercoledì 11-8-2010 (cover)
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Originale 1951 Galleppini
Non so se sia più il caso di parlare di tempi eroici e pionieristici del fumetto, almeno per quel che riguarda Tex, perchè ho tanto l'impressione che, a prescindere dalle doti tecniche, le nuove leve non reggano il confronto con i vecchi maestri sotto l'aspetto della resa, combinata ai tempi di realizzazione. Villa, tra i giovani ( ma si, mi piace "schierarlo" tra i giovani ora come tra dieci anni), è quello che meglio interpreta, a mio modo di vedere, il ruolo che fu un tempo di Galep: il classico artista di talento che si pone con rispetto massimo davanti al personaggio. Provate a vedere le tavole originali del suo Tex e vi accorgerete che vanno a braccetto con quelle vecchio maestro quanto a cura grafica. Fortunati, noi texiani, ad aver avuto un talento del genere a scuola presso un altro grande che Tex, guarda caso, non lo ha mai disegnato: Franco Bignotti. Ma, come dico sempre, un po' meno fortunati a vederlo col contagocce sulla serie.
[Sciurtato] Mercoledì 11-8-2010 (autori)
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Raro 24 con strillo
Rieccoci qua a parlare un pò di vecchi e cari fumetti. Qui un pezzo che farebbe la felicità di molti collezionisti, viste le eccezionali misure in cui è l'esemplare: 22 cm di altezza, davvero un record per un 24 in prima edizione. Le foto di questo fumetto ci sono state gentilmente messe a disposizione dall'amico Roberto, appassionato collezionista ligure, che segue costantemente il nostro sito e che intendiamo subito ringraziare. Dunque, a parte quel buon centimetro che l'albo 24 da all'albo 65 come testimonia la foto, è la fascia orizzontale bianca che borda la pubblicità del Piccolo Ranger in alto e in basso che fa fede: 7 mm sul "comune" n 24 (h 21 cm), 12 mm su questa copia. Troppe volte vedo chiedere misure dei pezzi quando da una semplice occhiata, millimetro più millimetro meno, si può dedurre l'altezza di un albo spillato. Su altezze di questo tipo sappiamo che è possibile trovare anche un'altro numero "tosto" della Tex, il 23 con strillo. Mentre dal n 25 in poi le altezze si "stabilizzano", pur con qualche eccezione anche per misure incomprensibilmente basse. Sotto la numerazione del 24 direi che 21 e 22 alti sono "difficili" ma reperibili, mentre il 15, che mi risulti, nel f.to 22 cm, non è ancora BEN testimoniato, nonostante siano girate foto del numero in questione nella rete.
[Francesco Bosco] Martedì 10-8-2010 (collezionismo)
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Apostolato della buona stampa Abbiamo parlato in maniera esaustiva qui http://www.baciespari.it/NEW%20arch%20nuovo/NEW%20archN.vigil_e_controllo_della_stampa.htm del famoso decreto legge che metteva un freno alla stampa per ragazzi, ma avendo trovato sul blog dall'ottimo Leonardo Gori la foto del pieghevole inserito nell'annata 1951 del Vittorioso proseguiamo brevemente il discorso pubblicando quella che giustamente qualcuno ha definito "una cosa perversamente affascinante". Cliccate sulla foto per ingrandirla e poi ancora una volta e vi accorgerete che il nostro Tex è inserito nella sezione fumetti indesiderati. Le categorie sono: raccomandabile, leggibile, con cautela e stampa esclusa. Assieme a tanti altri "innocenti" fumetti, nell'elenco stampa esclusa anche il nostro Tex e considerate a quali aberranti conclusioni erano giunte le commistioni tra Stato e chiesa nel 1951. Questo bel pieghevole infatti veniva distribuito nelle parrocchie a cura dell'AVE (credo la stessa editrice presente ai nostri giorni nel cui sito, curiosamente, appare tra gli altri un "perseverante" link che cita Educatori.) Già, caro il nostro vecchio e amato Bonelli che già nelle redazioni precedenti all'Audace godeva dell'appellativo "mangiapreti".
[Francesco Bosco] Venerdì 6-8-2010 (censure)
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Storie epiche: "El Morisco"
In un’ideale classifica di racconti texiani, nella pur sostanziale soggettività delle valutazioni, non può non essere catalogato ai primissimi posti “El Morisco” e capitoli seguenti contenuti negli albi nn. 102-103, una storia che non riesce ad annoiarmi a distanza di lustri e di cui non mi stanco di tessere le lodi, peraltro traendone di continuo nuovi spunti tali da farmi “arrovellare il cervello”, come direbbe il vecchio Carson. Peraltro la storia è davvero molto particolare e degna di essere ricordata non per il film (che fa schifo ed anzi fa inorridire al confronto, assolutamente improponibile) ma per altri motivi che andrò ad elencare. Innanzitutto dobbiamo ritenere che l’argomento fosse uno dei preferiti di Bonelli padre e ciò lascia meno spazio alla soggettività nella “quotazione” dell’inossidabile trama de El Morisco, sostanzialmente proposta a più riprese dal soggettista. Ricordate la sceneggiatura dei numeri 76-77? Non male, vero? Purtroppo, ed è uno dei peccati spesso ricorrenti nelle storie a fumetti, GLBonelli lascia morire un personaggio (la superba Principessa Esmeralda, se ve la riguardate mentre sguazza nella piscina vi sembrerà uno splendido prototipo da erotici) che poteva essere fonte di adeguata ispirazione per albi successivi (guardate come inizia l’episodio “Incubo” del n. 78 tanto per capire con quale importanza GL tratti il capitolo Esmeralda), forse addirittura con rimpianto dello stesso editore.
Aggiungo altre fonti di ispirazione e di riflessione: la storia in
oggetto può essere ritenuta, almeno in parte e con i dovuti
aggiustamenti, un sequel degli albi 76-77? Il personaggio El Morisco viene elevato al rango di comprimario di Tex e C. al posto di Esmeralda (fatta frettolosamente scomparire e poi rimpianta) per una precisa scelta dello sceneggiatore (che aveva già in mente l’idea fin dal n.77) o per recuperare, in parte, quanto perso con la scomparsa della Principessa? Altro spunto: andatevi a rileggere i numeri 196-197-198-199 e controllate se trovate similitudini con la superba sceneggiatura degli albi 101-102-103; cosa ne pensate? Anche se non voleste un mio parere, vi costringo a sorbirvelo: la Storia in esame è un seguito di quella contenuta nei nn. 76-77 (anche se concepita con ben altro respiro e spessore); la scelta di El Morisco come comprimario (scelta che, si badi bene, viene fatta in questo albo e non nel n. 77) è forse in parte affidata al caso oltrechè alla bravura tecnica del Gran Maestro Letteri il quale caratterizza un personaggio del tutto singolare, eccentrico e con capacità anche oniriche fuori del comune forse superando nella realizzazione le aspettative dello stesso GL, peraltro il primo comprimario importante non riservato ai pennini di Galep; i nn. riservati agli Scorridori del Rio Grande, con un altro Castillo e Laguna de Los Patos e funghi allucinogeni rappresentano un tentativo -stavolta affatto riuscito- di ripetere lo straordinario successo espressivo de El Morisco, Sierra Encantada, Il Signore dell’Abisso ripartendo dall’originale tessitura dei nn. 76-77. Basterebbe rileggere sia i nomi dei personaggi che le ambientazioni fantastiche delle località concepite come sfondo della storia, dal Principe Tulac, ai Figli del Sole, alla Sierra Encantada, al Signore delle Pietre Verdi, La Valle dei Giganti per cominciare a sognare. Terrore (insuperabili le scene di mummificazione a seguito del contatto con le pietre verdi), sparatorie, agguati, mistero, magia, ipnotismo ma anche humour e quant’altro, il tutto condito dall’intensità e pulizia dei disegni del magico Letteri (che per la verità abbonda un pochino con il nero) che conferiscono una straordinaria atmosfera gotica all’intera vicenda.
Vicenda che sembrerebbe assolutamente banale tanto che dopo 25pagine
dall’inizio il caso del traffico d’armi rubate affidato ai due pards è
bello che risolto grazie alla solita intuizione del satanasso circa la
provenienza dell’Idolo di ossidiana… Senonchè, e qui viene il bello, da questo momento sale in cattedra e si eleva a personaggio principe l’indio Pablito, insuperabile nella sua totale abnegazione alla causa dei Figli del Sole in nome dei quali non ha nessuna difficoltà a dare un’orribile morte all’ex complice Bedford per poi scatenare un inseguimento da parte dei nostri che rimarrà indelebilmente scolpito nei ricordi dei lettori (memorabile lo scontro a fuoco nel canneto e lo sguardo freddamente determinato dell’indio nei confronti di Tex) mentre proveremo una sincera ammirazione per Pablito morente -ma consapevole di avere fatto più del possibile per portare a termine la missione in nome di ideali superiori- alla fine della metodica caccia all’uomo di Tex e Carson, che peraltro non disdegnano trucchi veramente degni di nota prendendo simpaticamente in giro due messicani. Il n. 101 è un albo che si legge tutto d’un fiato, senza respiro, tale e tanta è la maestria nello sviluppare il filo conduttore della storia, GL si è davvero superato ed infatti nel n. 102 si prende (ed anche noi lettori ne avevamo bisogno) una piccola pausa di riflessione all’interno della dimora d’El Morisco dove, comunque, i dialoghi sono tali da mantenere vivissimo l’interesse in attesa del tocco finale. I pards sono contornati (Morisco a parte) da archetipi di ben poco spessore, tutto il contrario del Pablito ammirato nel numero precedente, ma nel n. 103 l’avventura procede nuovamente senza concedere tregua e proviamo tutti un brivido lungo la schiena quando il leggendario Monaco Rosso si toglie il cappuccio mostrandosi agli atterriti pards (mai più li rivedremo così spaventati) che rimangono impietriti in attesa di ricevere la terribile morte verde.
Per fortuna che all’ultimo momento arrivano i nostri (Kit e Tiger) e poi tutto il finale è proiettato sulla bella figura del Principe Tulac, il cui sguardo magistralmente fermato da Letteri propala una nobiltà d’animo senza eguali. Niente male lo scontro a fuoco con gli indios ed i messicani di El Dorado e quanto dispiacere (io facevo il tifo per gli indiani, naturalmente) per il cannoneggiamento sul Castillo ai danni dei poveri indifesi discendenti degli antichi Aztechi. Eppoi la scena (altro che il film) finale del suicidio di massa ai piedi della terribile statua del Dio Xiuhtecutli (che incute davvero paura grazie a Super-Letteri), che dignità il Principe Tulac a fronte di un Tex stavolta politicamente scorretto, mannaggia.Un epilogo davvero ricco di pathos, intenso ed inaspettato che proietta la storia nell’Olimpo delle inossidabili Avventure a fumetti, un biglietto di sola andata destinazione Il Sogno.
[GFR] Mercoledì 27-7-2010 (le storie)
©baciespari-Testo di GFR -Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Ai Nostri amici articolisti...
Quindi, dopo Scremin e Doppiero, ormai alla frusta, stiamo per domare un altro cavallo di razza : GFR GFR, avvocato, è un appassionato collezionista di Tex e profondo conoscitore della saga. Ha raccolto grandi consensi col suo primo pezzo "La Croce Tragica".
[Francesco Bosco] Mercoledì 27-7-2010
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Morire per la musica, morire per il calcio
Uno "sociale" fatto di classi contrapposte, Suv contro utilitarie, coatte contro vegetariane, e tutti mezzi zombies, pressappoco la condizione verso cui mira questo paese. Ringraziamo la famiglia, picciotti. (Dopo, poverino, c'è pure chi abbandona i forum con tutte le sue dottissime esposizioni sulle quali secondo me non ha altro che tirarci su un sonoro sciacquone e che non ha capito che il lettore di Tex "annida" dappertutto. Se ne facesse fare uno tutto per se e si domandasse chi cavolo sono quegli altri 250 MILA; 'sta ceppa, come si dice a Siena, o un popolo di zombies?). Morire per la musica. Puttanaccia, è assurdo.
[Ferruccio Alibrandi] Lunedì 26-7-2010 (articoli)
©baciespari-Testo di Ferruccio A.-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Precisazione
http://www.baciespari.it/NEW%20arch%20nuovo/NEW%20archN.La_Grande_Sete_Manfr_Civit.htm Qui c'è scritto TEX!!
http://www.baciespari.it/NEW%20arch%20nuovo/NEW%20archN.586_giochi_di_potere.htm e qui ANCORA TEX!! (!!!)
Sono commenti ad una storia di Manfredi non di Nizzi. burt59@libero.it o 338.1953127
[Francesco Bosco] Giovedì 22-7-2010 ©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Vignette evocative: Ruby Scott
E' la voce del tipo che lui ha ucciso poco prima in duello e che, dannazione, dovrebbe essere già sul tavolo dell'obitorio del paese. Obitorio...uhm, un parola che non piace a Willer che spedirà Ruby all'inferno con l'unica mano rimasta buona, la sinistra. ...e vorrei vedere che, dopo aver dato ascolto al figliolo Sergio, GL Bonelli non si fosse preso questa piccola rivincita mettendo ko Ruby Scott col suo Tex impallinato in un'ala e non solo. No, scherzi a parte, volevo solo porre l'attenzione su questa vignetta del '69 che credo sia rimasta impressa nella memoria di ogni texiano che si rispetti, una vignetta e tutta una storia.
[Francesco Bosco] Martedì 20-7-2010 (personaggi)
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore La nera crisi del mercato dei fumetti
Dopo l'incredibile boom del triennio 2004/2006 il mercato del fumetto sta oggi attraversano un momento di crisi talmente buia da non lasciar intravedere spiragli di luce nel più immediato futuro. I primi sintomi si erano manifestati già a partire dalla fine del 2007, confermatisi durante il primo semestre 2008 e trasformatisi ufficialmente in crisi del settore nel secondo trimestre dello stesso anno. Il 2009 ha purtroppo mantenuto il mercato al ribasso per quasi tutti e dodici i mesi, probabilmente sulla scia della crisi economica nazionale, ed ha avuto una leggera ripresa nell'ultimo bimestre, quando alla Lucca di Novembre sembrava di essere tornati ai fasti di un lustro prima. Sembrava, ma non era così! Infatti, oggi, a metà del 2010, la crisi è tornata più nera che mai Quali i motivi? difficile dirlo, ma è ovvio che sempre meno soldi girano nelle tasche dei collezionisti i quali non paiono più disposti a prendere fumetto antiquariato o comunque di una certa importanza alle cifre di qualche anno fa con la conseguenza che i venditori ora chiudono in cassaforte tutto senza nessuna intenzione di svendere. Quando parlo di mercato mi riferisco all'andazzo "generale": non posso sentir dire che preso solo qualche giorno fa un singolo e pregiato pezzo è andato alle stesse cifre del 2006. Credo che un pezzo da magazzino farebbe furore anche sullo "spento" Ebay" di questi tempi. No so, provate a mettere un 136 straperfetto della Zagor Zenith in asta e poi tirate voi le conseguenze! Ripresa? personalmente non la vedo tanto vicina, si dice sempre "ah, ma tanto Tex, Diabolik e Topolino mantengono sempre inalterato il loro valore, sono un sicuro investimento". Oh, si, un sicuro investimento solo che stavolta mi sembra leggermente diverso, le speculazioni avutesi negli ultimi anni su testate così "granitiche" come Tex e compagnia bella hanno portato ad una sorta di punto di non ritorno: di sicuro non avremo la corsa al rialzo che, ad esempio,ha messo il numero 1 di Tex non censurato dal milione e 300mila lire dell'anno 2000 alle 5 mila euro dell'anno 2005, cioè 6-7 volte di più. 1500 euro la cifra che a mio avviso si dovrebbe sborsare per quel numero e 30/40 euro un 44/48 senza continua.
[Francesco Bosco] Sabato 17-7-2010 (articoli)
©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore Satania?
Eros e Thanatos Tra la folla entusiasta che saluta l’eroico ranger in partenza da Silver City, una ragazza si dispera tra le lacrime: è la brava e bella Joan Baker. Nel suo cuore rimarrà indelebile il ricordo di Tex Willer. Purtroppo è destino: le donne, che affollano le prime leggendarie avventure, non riescono ad accalappiare il nostro eroe. Sam Baker tenta di consolare la figlia facendole credere che uomini come Tex hanno una missione nella vita “che non lascia posto ai sentimenti umani”. Parole che sembrano fugare ogni equivoco sull’influenza, e sul ruolo, che le donne possono esercitare all’interno della saga. Ma era veramente nelle intenzioni di Gian Luigi Bonelli delineare un personaggio di tal fatta? La nutrita presenza femminile nelle prime storie esalta il lato romanzesco dell’avventura, quindi il sentimento non era poi del tutto sacrificato sull’altare dell’azione. Del resto, nella versione non censurata delle strisce (“Uno contro venti”) le parole di Sam Baker sono di ben diverso tenore: “Uomini come Tex Willer - recita il passaggio in questione - non possono essere di una sola donna… Essi sono di tutte le donne del West che hanno un focolare da proteggere… Tex non è uomo… E’ la legge dei forti in lotta contro il male!”. La netta impressione che all’eros fosse attribuita una funzione non secondaria dal punto di vista narrativo qui riceve conferma. E’ inevitabile, le donne del West si innamorano sempre dell’eroe avventuriero. E di chi, poi, dovrebbero innamorarsi? Per loro Tex è una sorta di oggetto del desiderio… Però alla fine lui fugge e, lasciata Silver City alle spalle, lancia Dinamite a un galoppo selvaggio invocando le tenebre della notte quasi desiderasse sprofondare in una sorta di oblio e svelando a se stesso, e al lettore, un intimo, lacerante conflitto: “Non l’amore, ma la morte deve essere la fedele compagna di ogni giorno e di ogni ora”. Già, Amore e Morte… Tuttavia ci sono donne che a loro volta attirano irresistibilmente il nostro eroe e guarda caso sono quelle che esprimono più di tutte l’idea di erotismo e di sensualità. Sono le intrattenitrici, le donne dei saloons dal passato burrascoso: a Silver City era Marie Gold, a Yuma è Cora Gray.
Mai come in Cora Gray-Satania, però, amore e morte sembrano formare un così potente connubio. Il velato sadismo verso il complice Jim Cameron, la sete di sangue interpretata dal feroce Gombo, i teschi umani che ornano l’ingresso del suo covo ne fanno un perfetto personaggio da racconto “noir”.
Ed è una donna di non comune
bellezza, dice la didascalia. Lo stesso Carson, nel vederla la prima
volta entrando al Golden Horn, se ne esce con una esclamazione di
meraviglia: "Nespole!.. Che donna!". Invece Tex al momento finge
superiorità. Ma anche i due aitanti giovanotti vengono a loro volta
notati da Cora che va loro incontro. Tex, che in un primo momento aveva
mantenuto un certo distacco, inizia presto a subire il fascino della
bella intrattenitrice, al punto che risparmia la vita al geloso Jim
Cameron, col quale era nato un diverbio, finendo così per meritarsi i
rimproveri di Carson ("Io non avrei avuto tanti riguardi"). Ai quali
risponde, giustificandosi, che si è comportato così "anche per riguardo
a quella ragazza". Insomma, la bella Cora ha fatto breccia nella dura
scorza del ranger! Cora Gray: neppure Tex sa resistere!
[Mauro Scremin] Domenica 11-7-2010 (le storie)
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