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Collezionismo

La redazione [22/12/2016]

TEX retinato

Da un interessante articolo del nostro amico Gianni Milone, grande appassionato di tavole originali ed esperto nazionale tra i più valevoli, una disamina sui sistemi di colorazione che vedono coinvolto anche il Tex della raccolta  denominata "Serie Rossa". Come sappiamo la "Serie Rossa" prevede due linee (quella retinata e quella non retinata) ben distinguibili tra loro non solo per la caratteristiche cromatiche delle copertine, ma per altri mille particolari che coinvolgono tra l’altro la carta e l’impostazione della stessa grafica. Ma di questo abbiamo già parlato in altri articoli. Vediamo allora ciò che Gianni ha da dire sui processi di stampa: 

"Propongo un rarissimo esempio di una stessa copertina a fumetti stampata prima in tricromia e poi con il metodo offset-litografico. La stampa in tricromia l’aveva adottata l’editore Nerbini già negli anni Trenta con il giornale Avventuroso. Era composta da tre colori caldi e il nero si otteneva con la somma del giallo, rosso e blu, le matrici erano di zinco in rilievo, quindi più si stampava più si logoravano. Il secondo metodo che si basava sui quattro colori primari freddi, ad esempio giallo limone, utilizzava pellicole. Poi in trasparenza si trasportava il lavoro su lastre di zinco che venivano montate sui rulli di stampa. Praticamente tutti gli editori italiani hanno utilizzato la tricromia, perchè aveva un passaggio di stampa in meno, da Topolino libretto al giornale Intrepido e libretto. Con gli anni Sessanta il costo della celluloide/pellicole si era abbassato e le fotolito costavano meno dei pesanti clichès. Oggi la stampa con computer ha soppiantato questi sistemi, ma si continua a stampare con colori freddi."