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Collezionismo

Francesco Bosco [17/10/2014]

CIOTTO E BOTTO comics & books

Oggi dedico molto volentieri un po’ del mio limitato tempo all’amico Gianluca e al suo stand “Ciotto e Botto comics & books”, non appunto perché è mio amico (lo sanno ormai anche i sassi), quanto perché, in qualità di venditore professionale di fumetto, se lo merita tutto.

La storia di Gianluca nel mondo delle nuvole parlanti, inizia nella prima metà degli anni ’90, quando il nostro era un collezionista, nel vero senso del termine. Ma come tutti i collezionisti ha avuto anch’egli momenti di sosta forzata: il lavoro e la famiglia, in primis, lo hanno giustamente “allontanato” dalla passione del collezionare, fino al punto di mollare per un periodo neanche tanto breve.

Poi? Poi il rilancio (un collezionista ha la scorza dura), ricominciando dalla raccoltina della “Serie Rossa” di Tex (la più facile da affrontare) e rimettendo su quella che un tempo era stata il vanto delle sue collezioni: la Tex II^ serie gigante.

Fu allora che avemmo un contatto tramite il sito di B&S. E fu dopo lo scambio di alcune mail, in cui mi chiedeva come doveva muoversi in un mercato che ormai aveva abbandonato da tempo e dunque nuovo per lui, che mi resi conto che il suo desiderio di riavere nelle librerie la II^ serie di Tex, nel momento in cui il mercato era nel suo massimo apice, era un’impresa che solo una persona con grandi capacità di “vedute” poteva affrontare. E siccome un collezionista con gli attributi è tale solo quando sa acquistare, rivendere e riacquistare, ecco che nel volgere di mezza stagione la sua Tex in prima edizione, con copie alte e dispendio di finanze al minimo, era bell’e pronta.

Da quella esperienza, nasce “Ciotto e Botto comics & books”! Ovvero, dalla capacità di “trattare” i fumetti non come un bene della propria anima riposto in una bustina protettiva, quanto piuttosto quello di farne un oggetto protagonista.

Non c’è fiera in cui al banco di Gianluca non vi siano “nuove proposte” (ecco perché gli dedico questo articolo). E non c’è fiera in cui lo senta lamentarsi dei “mancati incassi”!

Altra cosa che dovrebbe far “pensare” è la capacità di Gianluca, e di pochi altri, di informarsi tutto punto sul materiale prima che lo metta in vendita. Non ho mai visto, ad esempio, un solo pezzo d’anteguerra campeggiare sui banchi del suo stand: “Francè, cosa dico poi all’acquirente? Quando sarà, farò anche il pezzo d’anteguerra!”. E non c’è giorno che passa che non mi squilli il telefono per la Hondo, per la raccolta della Bianca, per un particolare nero e per altre cosucce…

Insomma: scelta delle testate da vendere, continue proposte al banco e accurata preparazione assieme alla cultura del “reinvestire”, paiono essere la politica vincente. Non mancando nemmeno quella cura dell’immagine, oggi rara, che va dalla esposizione del prodotto fino allo striscione pubblicitario, dal sito online all’immancabile Ebay.

Sarà pure mio amico, ma ci mancherebbe che questo lo danneggiasse nel reale giudizio!