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francesco bosco [02/07/2026]
Vorrei affrontare ora un argomento sul quale non ho alcuna pretesa di competenza tecnica, ma sul quale credo di poter dire qualcosa in base alla mia esperienza personale: la conservazione dei fumetti.
Esistono diverse scuole di pensiero. C’è chi sostiene che gli albi vadano imbustati con buste acid-free e chi, al contrario, ritiene che sia meglio lasciarli "respirare", evitando di rinchiuderli in una protezione che finirebbe quasi per trasformarli in prigionieri.
Personalmente non ho utilizzato buste fino al 2003. Negli anni Ottanta e Novanta conservavo le mie collezioni nella zona notte della casa in cui abitavo, una villetta su tre livelli: garage, piano giorno e camere da letto. Pur vivendo a circa un chilometro dal mare, non ebbi mai particolari problemi di umidità. Commisi però un altro errore: per molto tempo lasciai la persiana aperta e mi accorsi troppo tardi che il sole aveva quasi completamente scolorito la scritta rossa "Mister No" sul dorso degli albi vicini alla finestra.
Alla fine degli anni Ottanta, in seguito alla separazione da mia moglie, fui costretto a trasferirmi nel garage con armi e bagagli. Per i fumetti e per i libri fu un colpo durissimo. Il locale sembrava perfettamente asciutto, ma in realtà non lo era affatto. Senza che me ne rendessi conto, l’umidità iniziò a macchiare irrimediabilmente copertine e pagine di gran parte del materiale cartaceo che vi avevo sistemato.
Nel 1992, quando riuscii a rientrare in possesso della casa, riportai tutte le collezioni in una camera della zona notte. Ormai, però, molti danni erano irreversibili. Da quel momento ricominciai lentamente a ricostruire le raccolte, anche se non sostituii tutte le serie compromesse. Mi guardai bene, per esempio, dal ricomprare collezioni come Martin Mystère, Nick Raider, Tutto Zagor e molte altre.
Nel 2004 iniziai a imbustare gli albi, ma esclusivamente per proteggerli dalla polvere. L’anno successivo mi trasferii da Fiumicino a Casalpalocco. Pur essendo una zona piuttosto umida, non ebbi particolari inconvenienti.
Nel 2010 tornai a vivere a Fiumicino, questa volta a circa duecento metri dal mare. I fumetti erano ormai tutti imbustati, ma le buste non bastarono a salvarli: molti iniziarono a presentare le classiche macchie gialle dovute all’umidità. Fortunatamente avevo già cominciato a mettere i pezzi più importanti in una cassetta di sicurezza presso la banca dove lavorava un mio caro amico, a Roma. Sono ancora lì.
Nel 2017 feci un ulteriore "arretramento", trasferendomi a circa cinque chilometri dal mare. Da allora ho avuto soltanto qualche sporadico problema con i pesciolini d’argento, ma nulla di paragonabile a quanto avevo sperimentato in passato.
Dopo tutte queste peripezie sono arrivato a una conclusione molto semplice: non esiste una regola valida per tutti. La conservazione dei fumetti dipende soprattutto dall’ambiente in cui vengono custoditi. Per quanto mi riguarda, oggi preferisco tenerli fuori dalle buste, in un locale asciutto, ben aerato e soprattutto al riparo dalla luce diretta del sole. La mia esperienza mi ha insegnato che questi fattori incidono molto più della presenza o meno di una busta protettiva.
Insomma, che senso ha ricorrere a ogni possibile accorgimento se l’ambiente in cui i fumetti vengono conservati non è quello adatto? A mio avviso, nelle condizioni ideali non c’è bisogno di alcuna "protezione" particolare. Un locale asciutto, ben aerato e al riparo dalla luce diretta del sole vale molto più di qualsiasi busta. E poi, lavanda ago-go per tenere lontani gli insetti.
Tra l’altro, le buste non sigillano completamente l’albo. Lasciano inevitabilmente qualche passaggio d’aria in corrispondenza della linguetta adesiva e dei margini, e proprio in quei punti ho spesso notato un leggero scurimento di una porzione della costola. Inoltre non costituiscono una barriera invalicabile nemmeno per gli insetti, che riescono comunque a trovare il modo di insinuarsi.
Oggi non ho più problemi né di umidità né di esposizione alla luce, sono ad un piano alto con molti alberi attorno. L’unico nemico rimasto sono proprio gli insetti e, per questa ragione, da un paio d’anni ho scelto di conservare i fumetti fuori dalle buste, ma all’interno di grandi casse di plastica trasparente con coperchio bello aderente. È una soluzione che ho adottato dopo una brutta esperienza: un pesciolino d’argento rosicchiò una piccola porzione del titolo sul dorso di uno dei più belli e costosi albi di Tex della mia collezione. Un danno minimo dal punto di vista materiale, ma enorme per un collezionista, e sufficiente a convincermi che, almeno nel mio caso, la priorità non erano più le buste, bensì la protezione dagli insetti.
Nella foto: a sinistra la busta con apertura lato corto, a destra busta con apertura laterale. Sorprese che ho riscontrato nelle mia Tre Stelle, un tempo perfetta