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Francesco Bosco [02/06/2026]
L’albo pubblicato dalla Lug, Rodeo n. 183, contiene la terza e ultima parte della storia di Tex Willer intitolata in francese Le trésor du pirate (Il tesoro del pirata).
La vera chicca, tuttavia, è rappresentata dalla copertina. Non si tratta infatti dell’immagine pubblicata in Italia dalle Edizioni Araldo per Tex n. 47, bensì dell’illustrazione originale realizzata da Aurelio Galleppini, di cui oggi è possibile ammirare l’opera autentica. Questo originale, insieme a moltissime altre copertine storiche, è stato acquistato da un collezionista privato direttamente dalla famiglia Galleppini.
Tra tutte le copertine originali che ho avuto il privilegio di esaminare personalmente, grazie alla cortese disponibilità dell’acquirente, soltanto due risultavano completamente prive di interventi redazionali o di manipolazioni finalizzate all’adattamento per la stampa: Le terre dell’abisso e Una lama nel buio.
Quest’ultima presenta in modo evidente l’intervento di Claudio Villa, ma con ogni probabilità l’artista lavorò su una riproduzione dell’originale - forse una patinata o altro materiale fotografico - poiché la tavola originale di Galep si conserva ancora oggi in condizioni perfettamente intatte, senza alcuna traccia di ritocco.
Dal momento che Tex n. 47 uscì nel settembre del 1964, mentre l’edizione francese della Rodeo n. 183 vide la luce oltre due anni dopo, nel novembre del 1966, si può dedurre che agli editori francesi pervenne l’originale della copertina - o, quanto meno, una sua riproduzione fotografica di alta qualità - che venne pubblicata senza alcun intervento di modifica.
Ben diverso fu il trattamento riservato all’edizione italiana, la cui copertina presenta numerosi ritocchi redazionali. Tra le alterazioni più evidenti si notano l’aggiunta di una seconda pistola nelle mani di Tex Willer, l’allungamento delle gambe del protagonista, eseguito da Franco Bignotti, e lo spostamento del tradizionale cerchio contenente l’effigie del Ranger.
A completare questa curiosa vicenda editoriale, va sottolineato come si tratti di una copertina dall’impostazione squisitamente western, che tuttavia introduce una delle avventure più insolite e affascinanti della saga. Come suggerisce lo stesso titolo, la storia conduce infatti Tex e i suoi pards nelle profondità della terra, in un universo sotterraneo popolato da mostri preistorici e tribù sconosciute.
Le terre dell’abisso era una delle avventure predilette di Gianluigi Bonelli, che ne conservò sempre un ricordo particolarmente affettuoso e che la considerava una delle espressioni più riuscite della sua inesauribile fantasia narrativa.
Nb. questo breve articolo è estratto dal file del "Quaderno del Tex" n. 7 che uscirà tra qualche mese