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Autori di Tex

Francesco Bosco [20/04/2026]

Giovanni Ticci: l’arte, l’uomo, il maestro

Quando si parla di Giovanni Ticci non è mai facile stabilire da dove iniziare. Per quanto mi riguarda, lo considero uno dei più grandi fumettisti italiani di sempre. Intanto, oggi è il suo compleanno: tanti auguri, Giovanni. E spero davvero che tu stia bene, anche se so che qualche piccolo acciacco continua a farsi sentire.

Ho conosciuto Tex Willer attraverso i disegni di Ticci, anche se molti sono convinti che il mio primo amore sia stato Aurelio Galleppini. In realtà, Galep arrivò più tardi, durante una seconda lettura di Tex, con Il tranello. Prima ancora, ero affascinato dalle storie di guerra illustrate da Víctor de la Fuente e Ferdinando Tacconi.

Tornando a Ticci, averlo conosciuto - e soprattutto aver avuto la fortuna di trascorrere con lui diverse ore, tra una giornata a casa sua, una lunga chiacchierata ad ARF insieme all’amico Felmang e altri incontri più fugaci - è stata una delle esperienze più piacevoli della mia frequentazione nel mondo del fumetto. Ticci è una persona che la classe non la dimostra soltanto sul piano professionale, ma anche nei rapporti umani.

Forse l’ho già raccontato - e confesso che a volte dimentico io stesso ciò che ho scritto - ma ricordo bene quando, al momento di congedarmi da casa sua senza aver chiesto nulla, né un disegno né un autografo, fu lui a fermarmi. Mi disse che non sarei potuto andare via senza un ricordo di quella visita. Prese un foglio, una matita, accese una sigaretta e iniziò a disegnare: nacque così quella che sarebbe diventata la copertina di un mio libro.

Quel volume avrebbe dovuto presentare una cronologia dei disegnatori storici di Tex e, fino a quel momento, non avevo trovato una soluzione adeguata per la copertina. Fu proprio quel magnifico Tex a cavallo, con il cappello al vento mentre saluta i lettori, a risolvere tutto.

Devo dire, però, che da sempre ho preferito ricevere dagli autori non tanto disegni o autografi, quanto racconti. Sono quelle storie, vissute in prima persona, a costruire il vero scenario di un’avventura editoriale straordinaria come quella di Tex. Ascoltare Ticci mentre parlava delle sceneggiature che arrivavano, delle dinamiche redazionali, delle difficoltà e delle soluzioni, era per me qualcosa di ipnotico.

Ricordo quanto fosse affascinante sentirlo spiegare, tavole alla mano, l’attenzione necessaria per non commettere errori… come “eliminare” due volte lo stesso bandito o perdere per strada dettagli importanti. E poi i suoi ricordi di colleghi e amici come Franco Bignotti o Alberto Giolitti facevano comprendere quanto sia stato fondamentale, nel suo percorso, condividere il lavoro con artisti di quel livello umano.

E pensare che Ticci è sempre stato considerato un talento di rara classe, forse ancora oggi difficilmente eguagliabile. Un fuoriclasse, al pari di pochissimi altri che hanno attraversato e segnato la storia di questo mestiere: quello del fumettista.

Beh, allora, anche se sono già le cinque del pomeriggio e stiamo arrivando a sera, buon compleanno Giovanni. 

Il mio Tex aveva il volto di Giovanni Ticci