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Francesco Bosco [06/04/2026]
Dopo anni passati a osservare e scrivere della crisi del fumetto, oggi mi sento di poter dire che la parabola, per lungo tempo in costante discesa, sembra essersi almeno in parte arrestata. Non è una scoperta rivoluzionaria: del resto, se il declino fosse stato davvero continuo negli ultimi 10-15 anni, a quest’ora saremmo arrivati al punto zero.
La crisi, tuttavia, esiste eccome. E riguarda soprattutto le idee, le proposte editoriali e, in modo ancora più evidente, il comparto degli sceneggiatori: una vera e propria “scuola” che non solo non è stata più coltivata, ma che appare addirittura trascurata, se non del tutto abbandonata.
Se Ken Parker riusciva a funzionare - talvolta suo malgrado - anche con disegnatori non sempre all’altezza, come Tarquinio o Polese, ciò era possibile grazie alla presenza di uno sceneggiatore di straordinario valore, come Berardi. Oggi, invece, non si può dire lo stesso per personaggi storici come Tex o Zagor serie che possono contare su un numero anche eccessivo di disegnatori, spesso di ottimo livello, ma che sul piano delle sceneggiature hanno toccato, a mio avviso, minimi storici.
L’altro ambito in difficoltà, seppur in misura decisamente minore, è quello del collezionismo, in particolare il settore d’annata, o cosiddetto “d’antiquariato”. Per esperienza diretta, però, posso dire che il mercato è tutt’altro che fermo. Lo scorso anno ho iniziato a sfoltire le mie collezioni - anche per quella domanda inevitabile che prima o poi si pongono tutti: a chi lasciare questi “gioielli di famiglia”? - e non ho incontrato alcuna difficoltà nel vendere i miei pezzi alle cifre desiderate. In diversi casi, anzi, ho realizzato prezzi superiori alla media, o comunque più alti di quanto ritenessi plausibile.
Mi sono chiesto se la presenza costante degli stessi venditori, con gli stessi materiali e alle medesime cifre, non abbia finito per favorire l’ingresso di “nuovi” operatori, come il sottoscritto. È una possibilità. Più concretamente, però, credo che sia stata la comparsa di nuovi albi sul mercato a generare un rinnovato interesse, creando una sorta di nuova attrattiva per i collezionisti.
Lucca Collezionando e, in parte, anche la precedente manifestazione di Bologna di fine 2025, non mi sembra siano state commentate come un fiasco sotto il profilo delle vendite, né dai collezionisti né dai mercanti. Allo stesso modo, neppure il mercato parallelo delle trattative tra privati dà l’impressione di essere fermo.
Per esperienza diretta, posso dire di essere stato coinvolto personalmente in cinque o sei trattative di un certo rilievo: in un caso si trattava di Tex, con pezzi particolari per stato di conservazione e decisamente impegnativi sotto il profilo economico; negli altri, di Zagor, Neri e soprattutto di tavole e copertine originali firmate da autori storici. Segnali, questi, che indicano un mercato tutt’altro che immobile.
Si avverte anzi una certa “agitazione” nell’ambiente, con appuntamenti che si moltiplicano e occasioni di scambio sempre più frequenti. Qualcuno potrebbe obiettare: “lo zoccolo duro dei collezionisti ha iniziato a vendere, come stai facendo tu, ed è quindi fisiologico che si creino queste dinamiche”. Ma è proprio questo il punto: si tratta di un passaggio naturale, uno dei tanti che si sono sempre verificati. Già cinquant’anni fa, quello che allora era lo zoccolo duro cedeva i propri pezzi ai giovani appassionati, destinati a diventare a loro volta i collezionisti di riferimento delle generazioni successive. È un ciclo che si rinnova continuamente, magari al ribasso, senza soluzione di continuità.
Per questo motivo, più che una fase di declino, mi sembra di poter parlare di una fase favorevole: un momento che, per chi ha competenza e visione, può rivelarsi particolarmente adatto all’acquisto. Vedere lamentarsi venditori di grido non fa testo: aver alzato il livello di speculazione ha certamente reso, poi, ad un certo punto, il giocattolo s’è rotto. Ora di che ci lamentiamo? È come vedere eBay, le cui commissioni sono indigeste, lamentarsi con le piattaforme e i social dove comprare un fumetto non ha nessun costo. E si, è una soddisfazione acquistare Pratt su Vinted o Tex su FB, alla faccia del sistema.