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Francesco Bosco [04/04/2026]

Fumetti, amici e sorprese: una giornata a Collezionando

Sabato scorso si è svolta a Lucca la fiera del fumetto Collezionando. Personalmente l’ho “bucata” nelle prime tre edizioni, poi ho iniziato a frequentarla quando ha cominciato davvero a spiccare il volo, grazie alla qualità crescente del materiale proposto e a un’affluenza via via più consistente. Anche diversi banchisti, inizialmente assenti, si sono resi conto che valeva la pena esserci, prendendo uno stand e riempiendo i tavoli con i nostri amati fumetti.

Parliamoci chiaro: Lucca Collezionando non si avvicina nemmeno lontanamente alla storica e sempre amata “Reggio”. Ma, a ben vedere, nemmeno Bologna - che pure ne ha raccolto l’eredità - riesce a eguagliarne il fascino. È una questione difficile da definire, ma chi frequenta queste fiere sa bene di cosa si tratta.

Collezionando, però, ha un vantaggio non da poco: un parcheggio gratuito a cento metri dal padiglione. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile, soprattutto se si pensa a Bologna, dove trovare posto è spesso un’impresa, quasi sempre a pagamento e comunque distante.

Sabato, girando per la fiera, ho avuto la netta impressione che ci fosse davvero molta gente, anche se sono rimasto per gran parte della giornata in un’area piuttosto circoscritta. Sul materiale presente, invece, ho qualche riserva: ho sempre pensato che il giudizio dipenda molto da ciò che si cerca. Io, in questa occasione, ero lì soprattutto per incontrare gli amici; eppure, quando ho deciso di non tornare a casa a mani vuote, qualcosa di interessante l’ho comunque trovato.

Non vado mai in fiera con una mancolista - chi mi conosce lo sa bene: non ne ho mai avuta una. Mi piace lasciarmi guidare dall’occhio e dall’occasione, anche acquistando doppioni se ne vale la pena, senza trasformare la ricerca in una caccia ossessiva al pezzo mancante. Per dire: nella mia collezione di Tex manca ancora il n. 92 da almeno dieci anni, e ogni volta che qualcuno prova a propormene una copia finisco per declinare. C’è anche il n. 22 che inseguo da tempo, ma lì il discorso è diverso.

Sono convinto che un collezionista trovi ciò che cerca spesso in modo inatteso: magari passando per caso davanti a un banco, senza alcuna aspettativa, e imbattersi proprio in quello che non si aspettava.

Un’ultima considerazione: una fiera del fumetto ha sempre una doppia valenza. Da un lato il piacere di rivedere gli amici, dall’altro quello -inevitabile - di acquistare. Ma diciamolo senza ipocrisie: che si tratti di incontri già programmati o di un giro tra i banchi, nessuno affronta centinaia di chilometri soltanto per salutare gli amici.