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Autori di Tex

Francesco Bosco [10/03/2026]

Ricordando Galep, tra edicole e adolescenza

Il 10 marzo 1994 se ne andava Aurelio Galleppini, per tutti semplicemente Galep: maestro dell’avventura e compagno di viaggio di un’intera generazione di lettori che oggi ha superato i sessant’anni.

Quella sera ero a cena da solo in casa quando ricevetti la telefonata del mio amico Romano, con il quale solo pochi mesi prima avevo fatto un viaggio per incontrarlo. Ricordo che disse soltanto: «Apri il telegiornale». Per un attimo capii subito. In fondo me lo aspettavo: durante quella visita a Chiavari avevo visto che Galep non stava tanto bene.

Fu comunque una serata amarissima per me - tra l’altro cadeva proprio nel giorno del mio compleanno. Per reagire mi immersi nel disegno e realizzai un piccolo quadretto che ritraeva il sottoscritto nel ricordo forse più bello che conservo di Tex: la sera in cui mi precipitai in edicola a comprare Il mio nome è Tex, dopo essere riuscito a mettere insieme le sette-ottomila lire necessarie. Era il 1975, credo settembre, ma faceva freddo.

Questa cosa la raccontai anche a Galep, insieme ad altri episodi della mia adolescenza che mi avevano legato profondamente a lui. Per esempio l’attesa interminabile davanti all’edicola del porto del mio paese, quando il giornalaio mi teneva a distanza mentre scioglieva i legacci dei pacchi appena arrivati con il nuovo Tex: San Francisco. Sembrava quasi che quel cornuto lo facesse apposta per farmi soffrire, non scartando mai il pacco. Era lunedì 17 settembre 1973

Il numero 155, San Francisco, probabilmente è l’albo che ho atteso più a lungo in edicola, quel mese che lo separava dal 154, Una campana per Lucero, fu lunghissimo. La storia marinaresca di Tex partita dal n. 154 con un ritmo a tratti entusiasmante e a tratti un po’ caotico, nel suo procedere divenne qualcosa di entusiasmante. Per me resta uno dei capolavori della saga. 

Una volta Piero Chiambretti disse che tendiamo a definire “capolavori” le opere che hanno segnato la nostra giovinezza. Forse è vero. Ma credo che se oggi albi come San Francisco o Lotta sul mare uscissero in edicola per la prima volta, verrebbero comunque salutati come capolavori. Così come la splendida introduzione di Giovanni Gandini proprio ne Il mio nome è Tex.

Qualcuno mi ha chiesto perché proprio uno come me, non abbia acquistato almeno una delle copertine di Galep comparse sul mercato negli ultimi tempi. In realtà ne ho avuto l’occasione - avevo anche un contatto personale con chi le aveva ottenute dalla famiglia Galleppini - ma ho sempre pensato che il ricordo più prezioso fosse un altro: quello che mi portai a casa dopo quei due giorni di visita a Chiavari.

E, a pensarci bene, nessuna copertina avrebbe potuto valere di più.