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Sandro Bongarzoni [03/03/2026]

Neutro, invece...

Oggi ho preso dallo scaffale del supermercato l’ultimo Tex e ho iniziato a sfogliarlo con una certa curiosità: volevo capire se il disegnatore, di cui in molti stanno decantando la bravura, fosse davvero all’altezza delle aspettative.

Si chiama Frederic Volante, un nome che, lo ammetto, non avevo mai sentito prima. Forse per mia colpa… o forse no, considerando che anche diversi tra coloro che me ne avevano parlato lo pronunciavano per la prima volta. Eppure scopro che aveva già firmato una breve storia di Tex Willer nel 2022.

Ma veniamo al punto. Famoso o meno, a me non ha entusiasmato. Anzi, ho avuto la sensazione che con Tex c’entri poco. Ci sono onomatopee e alcuni stilemi che richiamano Giovanni Ticci, certo; ma il segno mi è parso chiaro, privo di profondità, in quella maniera un po’ affrettata che appartiene a molti disegnatori contemporanei. Un tratto corretto, forse, ma per i miei gusti insipido.

E pensare a quante ne ho sentite sull’ultimo Texone disegnato da Horacio Altuna. Di lui si è detto di tutto: che fosse fuori registro, che non fosse adatto al personaggio, che nella fase finale avesse lavorato di fretta; qualcuno ha perfino insinuato che a un certo punto avesse pensato di abbandonare il progetto, nonostante gli anni dedicati alla realizzazione delle tavole.

Eppure, al di là delle voci, in quelle pagine io ho visto un Tex graficamente “di personalità”. Non perfetto, forse, ma vivo. E questo, almeno per me, fa la differenza.

Purtroppo, devo dire che negli ultimi anni sono davvero pochi i disegnatori che hanno “punto” con precisione il cuore dei texiani - almeno il mio.

Non so, ma ho l’impressione che Tex debba essere espresso graficamente sempre con una peculiarità ben definita: la virilità.

Attenzione, non parlo di muscoli esibiti o di pose da copertina, né di una caricatura machista fuori tempo massimo. Parlo di quella solidità silenziosa che traspare dalla postura, dallo sguardo, dal modo in cui entra nei saloon o impugna le colt. Nei grandi interpreti del passato Tex era un uomo cui bastava un primo piano per capire chi comandava la scena.

Oggi, invece, vedo spesso un Tex alleggerito, quasi levigato, come se si temesse di sporcare il tratto con troppa decisione. Figure corrette, prospettive impeccabili, documentazione accurata… ma dov’è finita quella tensione maschia che faceva vibrare la vignetta?

Forse sono io che resto legato a un’idea classica del personaggio. Ma Tex, per come l’ho conosciuto e amato, non può essere neutro.