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Francesco Bosco [18/02/2026]
Qual è il nesso logico che porta a ritenere che un lettore appassionato e studioso della cronologia editoriale del personaggio “Tex” debba, per forza di cose, essere inserito in una presunta lista di acquirenti di tavole o copertine originali del mondo texiano? Si tratta di un’associazione arbitraria, che solo un ebete può arrivare a formulare. E quell’ebete, guarda caso, è quasi sempre un cultore del fumetto d’autore.
Nella mia modestissima raccolta di originali non mancano opere di Giovanni Ticci, Erio Nicolò, Virgilio Muzzi e perfino di Aurelio Galleppini; ma, per far felici i suddetti “cultori”, l’ultimo acquisto è stato un lavoro di Guido Crepax, che colloco accanto ad altre opere di autori il cui stile non mi ha mai particolarmente attratto e i cui personaggi non mi hanno mai interessato davvero: parlo di gente come Leo Ortolani, Vittorio Giardino, Magnus, Gipi e qualche altro.
Insomma, leggere e collezionare Tex non significa essere incapaci di capire che Magnus e soci “tirano” molto più (purtroppo, aggiungo) dell’allegra brigata texiana. Ed è esattamente ciò che ho fatto in tanti anni di frequentazione del mondo del disegno e dell’illustrazione. Aver posseduto quattro storiche cover di Kriminal di Luigi Corteggi, copertine erotiche dei quotati Biffignandi e Dangelico, di Frollo e Taglietti, di Angiolini e Jacono, opere cinematografiche di Casaro, Cesselon e Ciriello, accanto alle mie collezioni del Ranger di Bonelli e Galep, ha sorpreso più di qualcuno.
Forse non ha stupito, invece, la presenza, accanto ai miei fumetti, di autori americani come Alex Raymond, Joe Kubert, Bob Lubbers, Jack Kirby o Milton Caniff, ma tant’è.
Ebbene sì, ribadisco: l’ultima cosa che ho acquistato è stata una “accessibile” Crepax che, nel mio piccolo, ho potuto permettermi. Come dico sempre: una Crepax, così come una Pratt, una Micheluzzi o anche una Corteggi, posso tranquillamente appenderla alla parete del mio soggiorno; una copertina di Tex, invece, la vedrei molto meglio conservata in cartella. In fondo, la presenza degli autori che hanno accompagnato la mia passione per Tex, l’ho “appesa” in una teca dove conservo le decine di audio e video cassette che ho registrato con loro. Un vero e proprio dono.