Lo spadone del n. 5                                                                          

 

All'inferno!...e il povero cinese viene trafitto dallo spadone di Tex in una scena che definire cruenta è un eufemismo.

Il nostro eroe si è appena liberato dalle catene di una cella sotterranea e, staccato un pesante spadone dalla parete, abbatte la porta e si dirige nell'ambiente contiguo dove un gruppo di cinesi è intento a riporre le ruberie di Wang-Ho, il loro capo.

Ne nasce uno scontro epico (L'infernale battaglia) nel corso del quale Tex compirà una strage di porcissimi limoncini e in cui anche Wang-Ho, la gialla carogna, che si beccherà una sgabellata in faccia così violenta da fargli lasciare la pelle.

Una sceneggiatura pulp, dura a tal punto che nella ristampa dell'Albo d'Oro verrà parzialmente modificata soprattutto nella scena dello squartamento del cinese.

Ma vediamo come andò cronologicamente il susseguirsi delle modifiche dell'episodio dalle Serie a striscia fino al volume di Collezione Storica.

Nell'episodio "L'infernale battaglia"  del 5 gennaio 1949, Tex trafigge il cinese con lo spadone (vignetta n° 3 di striscia 14).

Dialoghi e didascalie completi:

Idiota! (pannello 1)

Scansata l'arma Tex si butta in avanti con un balzo da tigre, e dopo aver colpito il primo cinese con la pesante impugnatura... (pannello 2)

...trafigge il secondo, e... All'inferno! AAAH! (pannello 3).

Una curiosità: vi è nella striscia una serie di piccoli refusi da correzione che fa pensare ad un cambiamento centrale già nella fase di "controllo" dell'albetto, dunque ancor prima della consegna alle stampe.

Nella prima vignetta le ombreggiature ai lati di Tex mettono in luce un ritaglio redazionale montato su uno sfondo.

Nella seconda vignetta è abbastanza evidente che lo spadone e le linee cinetiche contigue sono posticce (quest'ultime oltretutto non galeppiniane): non si capisce perchè il cinese colpito alla testa sia lo stesso che viene infilzato nella terza vignetta.

Nella terza vignetta il lettering mostra modifiche che potrebbero aver coperto frasi considerate troppo cruente.

Nella vignetta che appositamente mostriamo si colgono le classiche linee cinetiche consone allo stile di Galep. Anche qui, comunque, sembra che vi sia un ritaglio redazionale nella figura di Tex che fa misteriosamente sparire il braccio sinistro del cinese.

Un rompicapo vero e proprio, e in queste condizioni con possibilità assai esigue di arrivare ad una soluzione definitiva. Però, se mai un giorno fosse possibile  visionare di nuovo le strisce originali (come ci è già successo di fare quasi venti anni fa), si potrebbe mettere la parola fine ad una delle più intrigate e celebri censure della storia del personaggio.

Dobbiamo avere questa seconda opportunità dalla famiglia Galleppini : è molto probabile che sotto quei ritagli vi sia la soluzione grafica del mistero e, giocando in controluce con la striscia, ripescare il dialogo originario.

Nella Raccoltina n° 7 (Prima Serie o 1/7)  intitolata "Arizona in fiamme" pubblicata nel maggio 1950, e dunque solo quattro mesi dopo la striscia, la scena dello spadone rimane intatta. Ricordiamo che la Raccoltina in questione raggruppa episodi della Prima e Seconda Serie a striscia che vanno da "I sicari del Drago" a "Satania" resi ricopertinati con splendide cover in stile mezzatinta realizzate da Galep.

Altra curiosità: nella testatina di quest'ultimo episodio non appare il punto interrogaivo in coda alla parola Satania.

Albo d'Oro n° 22, prima serie (aprile 1953). E' in questa pubblicazione gigante, che raccoglie gli episodi

Nelle mani del carnefice/L'infernale battaglia/Satania?, che viene operata la prima censura.

Permetteteci innanzitutto di rinnovare i complimenti ad uno dei più grandi del fumetto popolare italiano per questa cover Albo Oro strepitosa! Si, raymondiana, ma con tutta quella avventurosa forza grafica che signoreggiava nel pennello di Aurelio Galleppini. Come sanno oramai anche i sassi, le cover dell'A.O. sono di un fascino che poche copertine della storia del fumetto possono vantare.

Ma veniamo a noi. Dunque già nel 1953 venivano apportate modifiche atte a censurare scene brutali o dialoghi aggressivi e la cosa fa pensare ad una condotta redazionale pudica, quasi casta, che serba in se le avvisaglie del famigerato "politicamente corretto" odierno.

Purtroppo bisogna sottolineare che questo tipo di censure fatte su parti dell'albo erano spesso fine a se stesse dal momento che andavano ad eliminare una situazione indesiderata ma stravolgevano il filo del racconto.

 

Nell'Albo O. che abbiamo in esame la scena del trafiggimento viene fatta sparire per lasciar spazio ad una più banale e "docile"scazzottata tra Tex e i cinesi. Nella prima vignetta e nella seconda non viene toccato nulla, mentre nella terza vignetta Tex tira un calcio al cinese tenendo sempre lo spadone nella destra. Una situazione che si ripete nella raccolta n° 1 della serie 1-29 "La tragica notte", albo gigante che esce dopo l'aprile del 1954

Ma non è finita! Nelle cosiddette edizioni giganti, e nella fattispecie quelle non censurate del 1959, il cinese viene trafitto di nuovo. Incredibile! e la sfilza di variazioni non finisce qui. Nelle medesime edizioni censurate del 1960 il cinese viene colpito stavolta da un pugno: è bastato far sparire lo spadone dalle mani di Tex e correggere la didascalia soprastante.

Arriveranno poi le ristampe brossurate come la Tre Stelle(1964), la 200 lire edicola con lente e la Tuttotex (dicembre 1985) nelle quali vengono proposte o riproposte censure vecchie e nuove.

Da non dimenticare anche la raccoltina della Serie Rossa n°10 "Nelle mani del carnefice" pubblicata nel novembre 1956 dove appare la censura del pugno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cover della 10 Serie Rossa e vignetta relativa la didascalia cita:"...con un balzo da tigre, e dopo aver colpito il primo cinese con la pesante impugnatura (Tex nella vignetta precedente ha in mano lo spadone)... sistema con un buon destro il secondo e..."

Tex non trafigge il cinese, anche se nelle pagine successive dichiara a Kit Carson " è tra le fiamme dell'inferno cinese gli ho misurato la pancia dall'ombelico alla schiena con una scimitarra che tagliava come un rasoio". Quindi, un'evidente incongruenza. A nostro avviso GL Bonelli sceneggia Tex che trafigge l'avversario ma la redazione nella persona di Tea Bonelli e del giovane Sergio giudica la scena troppo forte e interviene creando l'incongruenza.  

Questa di lato è la vignetta ripresa dal volume n 3 di Collezione Storica di Repubblica. La stessa appare anche sull'Albo d'Oro n° 22 e nell'1 della serie 1-29 ma li Tex è con lo spadone, nonostante la didascalia dica "molla l'arma...".

Anche in Coll. Stor., Tex racconta successivamente a Kit Carson di aver fatto al limoncino il contropelo con un fior di scimitarra. Incongruenza mantenuta, quindi.

In conclusione: incongruenze, modifiche, censure, ripristini etc etc, continuano a fioccare anche ai nostri giorni. E' davvero incredibile che non ci si accorga di "buchi" del genere durante il continuo lavoro di revisione delle tavole, specie in era internettiana dove sulle incongruenze vengono scritti fiumi di parole. Ma forse ai revisori non interessa il dibattito in rete.

Se si pensasse a fare meno politically correct e cullare invece l'idea di una vera ristampa texiana proposta col linguaggio originario del vecchio Bonelli, e magari anche in edizione fascicolata e spillata, saremmo davvero felici.

Una bruttura come Collezione Storica di Rep. arricchisce le casse delle rispettive editrici ma impoverisce il lettore in maniera irreversibile. Sostanza, cara vecchia editrice, sostanza non forma, tra l'altro a caro prezzo.E' strano che questo Sergio Bonelli non lo abbia ancora capito: proprio lui, un progressista, che non "svela" oggi, in tempi condiscendenti la vera faccia di Tex.

 

 

[Francesco Bosco]                                         domenica 18-10-2009

 

©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore