Censure italiane                                                                    

 

Maria FedericiFederici, il politico democristiano che tutti i texiani conoscono con Migliori nel "peggior" duo della storia della censura sui fumetti in Italia, altri non è che Maria Agamben Federici, la signora ritratta nella foto. Scomparsa nel 1984, alla veneranda età di 85 anni, ebbe una vita politica molto "animata", collaborando con sue più illustre colleghe come Nilde Iotti e Lisa Merlin a scrivere le regole fondamentali della nostra Costituzione. Fu tra le cinque donne entrate nella Commissione Speciale dei 75 che elaborò il progetto di Costituzione poi discusso in aula ed approvato il 22 dicembre ’47. Eletta alla Camera nel collegio di Perugia nella prima legislatura (1948-1953), l’on. Federici operò accanto a De Gasperi nella ricostruzione del Paese. Ma, parallelamente a tutta questa sfavillante attività si era anche distinta per quella "perla" di proposta di legge che fece nel 1951 sulla vigilanza preventiva sui periodici a fumetti per ragazzi. Eccola qua, sguardo severo, cattolica impegnata, profonda fede nei valori di libertà e di democrazia, la Federici matura la sua formazione influenzata dal pensiero cristiano sociale che avrebbe connotato profondamente la filosofia del secondo novecento...e la intera storia del fumetto italiano opponendosi, per quel che ci riguarda, allo strepitoso linguaggio del nostro Bonelli e alle ardite scollature dell'audace Galep. Ecco il documento:

 

JERVOLINO Angelo Raffaele

Proclamato il 26 aprile 1948

Termine del mandato:  24 giugno 1953
 

 

ATTIVITA' DI DEPUTATO

Interventi su progetti di legge in Assemblea

FEDERICI AGAMBEN ed altri: Vigilanza e controllo della stampa destinata all'infanzia e all'adolescenza (A.C. 995);;
( 5-12-1951 pag. 33810 - 13-12-1951 pag. 34129 - 21-12-1951 pag. 34472)

 

Gli anni ’50 erano stati difficili per il fumetto italiano. Il deputato della Dc, Oscar Luigi Scalfaro, firmò nel 1949 una proposta di legge sulla “Vigilanza e controllo della stampa destinata all’infanzia e all’adolescenza”. Nel testo della proposta si chiedeva una legge speciale contro “certa stampa eccitatrice”. Quel provvedimento portò nel 1953 a un duro scontro in aula tra Aldo Moro e Pietro Ingrao. Il primo a favore e l’altro fintamente contro il provvedimento. La pdl passò alla Camera, con i deputati del Pci assenti. La legge venne però insabbiata al Senato. Il fumetto italiano si salvò momentaneamente dalla censura di Scalfaro.

 

 

[Francesco Bosco]                    sabato 1-8-2009

 

©baciespari-Testo di Francesco Bosco-Grafica di Hana B. Svieckova-Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse -Si ringrazia la sergiobonellieditore