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Sono passati esattamente 15 anni
dalla scomparsa di
Aurelio Galleppini. Era il 10 marzo 1994. Da
parte nostra un pensiero alla famiglia ed in particolare alla
signora Ines, moglie del grande artista papà di Tex.
Ho conosciuto personalmente Aurelio, il quale ci ha ospitati a casa sua un paio di volte, assieme all' amico Sciurtato. Persona dolce e premurosa: ricordo le mille telefonate con cui mi istruiva sulla strada per raggiungerlo a Chiavari. L'ultima volta che stemmo da lui la malattia non gli lasciava quasi più spazio ma fece di tutto per far passare una buona giornata a tutti.
Grazie Galep
[Francesco Bosco] mercoledì 11-3-2009 (il mio compleanno)
Aurelio Galleppini
Casal di Pari, Grosseto 28-8-1917 - Chiavari 10-3-1994
Il grande disegnatore del fumetto italiano, noto con lo pseudonimo di Galep. La sua carriera è indelebilmente legata al nome di Tex Willer da lui realizzato graficamente e di cui è stato per più di 40 anni uno dei principali disegnatori, nonché il copertinista ufficiale fino al 1994.
Gia dalla prima infanzia, il suo giocattolo preferito erano le matite e scarabocchiava tutto ciò che li capitava sotto mano ... Ispirato dai eroi dei primi film muti come Tom Mix ed altri disegnava scene western che alternava ai personaggi dei cartoni animati. Col passare degli anni questo suo entusiasmo per il disegno illustrativo divenne una passione profonda, coltivata con crescente consapevolezza.
Nel
1935 i suoi disegni appaiono sulla rivista "Mondo Fanciullo",
successivamente
cominciò a farsi strada con le pubblicazioni del "Mattino illustrato" di Napoli
collaborando per "Modellina". Ha reallizando "Pulcino" il primo grazioso
album in quei tempi:
precorse
i colori dei disegni animati (nel cinema non c'era ancora il colore) e il
personaggio di Calimero. Tra le altre storie nominiamo All'ombra del
tricolore, In terra straniera, Ritorno in patria, Non conosco paura, Il pane del
soldato, che con ingenua sincerità esaltavano i valori nazionalistici e
patriottardi di cui si nutrivano in quegli anni i ragazzi o Un'avventura nel
Klondike, Il meticcio misterioso, Consuelo, La spilla di brillanti, Un'avventura
nel Far West.
Il suo debuto nel mondo dei fumetti avviene nel 1938 con due racconti di Federico Pedrocchi per Mondadori: "Pino il mozzo" (per l'editore argentino Civita; queste avventure furono riprodotte dopo la guerra in Francia su "Robinson" dove il personaggio portava il nome di Jean-Marie) e "Le perle del mar d'Oman" (in questo periodo Galleppini svolge il servizio militare, assegnato all'arma dell'aeronautica e quindi nella realizzazione di un gran numero di disegni di navi, sottomarini e aeroplani trovava un grande vantaggio per i disegni che eseguii con una grande precisione. La storia fu pubblicata a puntate su "Topolino" nel 1945).
Nel 1940 si trasferisce a Firenze ed inizia una impegnativa e crescente collaborazione con la Casa editrice Nerbini (Flash Gordon, L'agente X, Mandrake, Il principe Valentino): su L'Avventuroso vengono alla luce numerosi racconti a fumetti (Per la patria, La conquista dell'Atlantico, I conquistatori d'oceani, La leggenda dei Rugi, Cuori e macchine d'accaio, La fiamma che non si spenge) di alcuni dei quali Galleppini cura anche la sceneggiatura. Non era da poco per un promettente e giovane disegnatore guadagnarsi il frontespizio che era sempre appartenuto a Raymond, e poi, a Giove Toppi. Eppure quel posto di privileggio rimarrà, si può dire, fisso per Galleppini fino agli ultimi numeri del famoso periodico.
Nel 1942 decide,
grazie all'idea suggeritagli dalla padrona della casa la signora Marchionni, di
"accorciare"
il suo nome in Galep(si pronuncia Galèp).
Non si vendeva molto nelle edicole in quegli anni e per arrotondare i magri guadagni accetta di collaborare con l'editore Del Duca. Realizza due albi giganti, "Il giustiziere invisibile" (ambientato ai tempi della Rivoluzione francese) e "Il corsaro gentiluomo" (dedicato all'epopea dei pirati delle Antille). Il suo nome appariva così su due tra i più prestigiosi periodici di storie illustrate.
Quando scoppiò la pace, Galep aveva 27anni. Si trovava a Cagliari, congedato, disoccupato, in una città semidistrutta, quasi deserta dei suoi abitanti. Dipingeva sulle piastrelle trovate tra la macerie i soggetti di carattere folkloristico sardo, incorniciandoli elegantemente con le stecche delle persiane e così le vendevano ai soldati americani. Compra materiale da disegno e pittura e riprese a fare studi dal vero, in bianco e nero e a colori. Dipingeva di tutto: paesaggi, nature morte e ritratti, studia l'anatomia umana. La città riprendeva velocemente i suoi ritmi ... Galep come pittore partecipa a mostre, e si fece conoscere e apprezzare. Grazie a questa nuova fama d'artista ottene anche l'incarico per l'insegnamento del disegno in due istituti di Cagliari.
Riprende la collaborazione con l'editore Nerbini, interrota dalla guerra. Ecco l'acclamato album "Pinocchio" e qualche episodio di "Mandrake". Nel 1947 realizza una lunga serie di albi dell' "Intrepido" per l'editore Del Duca: Il mistero del castello di Fuentes, Il vendicatore, Alla conquista del nuovo mondo, Montezuma figlio del sole, La congiura di Spagna, La perla della Malesia, Capitan Lander, Il traditor, La perla azzurra, Il clan dei vendicatori, I dominatori dell'infinito, I misteri del pianeta Marte, Il premio del perdono, Naja, Il piccolo sergente. Contemporaneamente lavora anche sulle illustrazioni per alcuni classici della letteratura I Tre Moschettieri, La maschera di ferro, Le Mille e una Notte, Le avventure del Barone di Münchausen I Promessi Sposi.
Nel
1948 inizia a collaborare con Tea Bonelli realizzando albi pubblicate a puntate
su "Occhio Cupo" (L'agguato nella foresta, Il segreto
della valle nascosta e la storia Gli schiavi della mezzaluna) e il
fascicolo settimanale con le avventure di Tex Killer, rinominato subito a
Tex Willer, su testo di Gianluigi Bonelli. Per
realizzare i due personaggi Galep si trasferisce da Cagliari prima a Milano,
proprio a casa di Tea Bonelli, poi in Liguria. Mentre Occhio Cupo
verrà presto dimenticato, Tex scontra un successo inaspettato. Gli autori
avevano realizzato un innovativo formato ad albo,
prototipo del classico formato Bonelli, che consentirà a Galep di esprimere il
meglio di se attraverso un disegno dinamicissimo ed estremamente accurato, di
gran lunga superiore agli standard dell'epoca. Ciò nonostante dalla prima
striscia intitolata Il totem misterioso (edita il 30 settembre 1948) al
successivo formato ad albi, Tex si confermerà uno dei fenomeni editoriale del
settore. Tex segna una svolta
nella attività artistica di Aurelio Galleppini che a questa pubblicazione dedica
ogni suo impegno, salvo brevi ed eccezionali pause "...è un
personaggio che vedo anche la notte: sogno il lavoro.
A volte mi alzo la mattina
e mi accorgo di aver già lavorato tutta la notte, sono stanco prima di
cominciare. Ormai misuro tutto su Tex. Per la mia famiglia, per il nostro tenore
di vita, le tavole di Tex sono l'unità di misura. Quando dobbiamo decidere se
comperare qualche cosa, calcoliamo quante ne dovrei disegnare per pagarla.... "
Per disegnare l'ambiente western Galep si ispira all'inizio da W. Molino,
dai vari film con Gary Cooper, John Wayne e John Ford e dovette attingere alla
sua fantasia e ai ricordi della Sardegna.
Più tardi connobe il Trentino Alto
Adige dal quale rimane entusiasta. "..... Le Dolomiti per la loro
conformazione ricordano i canyon americani, ma quello che più conta per me è di
poterli disegnare dal vero; sono diventate la meta preferita delle mie
passeggiate, durante quali traccio schizzi di roccioni, piante, rustici, animali
e così via. Molti di questi elementi, catturati dalla matita, sono finiti poi
nelle tavole di Tex". Così come
Bonelli ha fatto "crescere" Tex come figura carismatica, così Galep gli ha
fabbricato le atmosfere adatte e i personaggi ideali, ha dato un volto non solo
al protagonista, ma anche a quasi tutti i principali comprimari, e ha messo in
mano pistole decenti e cinturoni affidabili. A proposito delle fattezze del viso
di Tex, Galep sembra che si ispirò inizialmente a quelle dell'attore
Gary
Cooper,
per poi prendere a modello se stesso.
Va detto che Galleppini disegnava
regolarmente il volto di Tex anche nelle storie rese graficamente da
Virgilio Muzzi.
Anche sul piano della pura fantasia Galep ha lasciato dei segni notevoli:
straordinario personaggio di Mefisto o suo demoniaco figlio, Yama. Galep prende
i frutti del genio di Bonelli e li rende vivi, palpitanti di malvagità
propria.... Disegna da solo le storie di Tex per parecchi anni, fino a quando le
dimensioni della pubblicazione richiedono l'intervento e la collaborazione di
altri validi disegnatori coi quali si è alternato nella realizzazione degli
albi. Nonostante questo il "suo" Tex è rimasto sempre immediatamente
riconoscibile a prima vista dai lettori assidui e i suoi disegni restano ancora
tra i più apprezzati in assoluto. È stato
anche l'autore di tutte le copertine fino al numero 400 della serie regolare,
attività che è stata interrotta solo poco prima della sua scomparsa (sostituito
da
Claudio Villa
nel
febbraio del
1994). Comprendendo anche tutte quelle delle altre serie di Tex e degli albi
fuori serie, Galep ha realizzato
quasi due mila
copertine per il personaggio, "forse un piccolo record", diceva, di cui
andava molto orgoglioso..
Vorrei nominare anche un lavoro particolare ma molto bene riuscito di Galep. Secondo le sue parole, incuriosito dal primo incontro con i cartoni animati, per togliersi la curiosità di sapere fino a che punto sarebbe uscito, ha creato un bellissimo breve film d'animazione (quattro minuti) realizzato "in casa" con 165 disegni e 15 giorni di lavoro. Di questa realizzazione del suo sogno, rimasto per molti anni nel cassetto era molto fiero . Questo filmetto è stato sfruttato più di una volta dalla RAI TV2 e da Rete 4 e Italia 1. Purtroppo
".....ho scoperto questa mia seconda dote troppo tardi".
Bisogna dire che ha elaborato un "cine-giocattolo" che permetteva dare ai personaggi una parvenza di movimento ed anche che nel 1942 aveva addirittura in tasca il contratto per collaborare al primo lungometraggio di animazione italiano, La rosa di Baghdad di Domeneghini, quando lo giunse il richiamo alle armi e dovette rinunciare.
Negli anni cinquanta realizza le copertine della serie Le Avventure del West sempre per le Edizioni Audace. Nel 1976 disegna, su soggetto di Sergio Bonelli, che si firmava Guido Nolitta, una storia western intitolata "L'uomo del Texas" per la preziosa collana Cepim "Un uomo un'avventura".
Aurelio Galleppini morì a Chiavari il 10 marzo del 1994. Aveva da poco iniziato a realizzare le prime tavole (rimaste inedite) per un nuova storia di Tex.
"Gianluigi Bonelli Aurelio Galleppini" 1982 a cura di Mauro Paganelli e Sergio Valzania / Aurelio Galleppini "L'arte dell'avventura" 1989 / Gianni Bono "Foto di famiglia" 1994

[Hana B.Svieckova] mercoledì 11-3-2009
©baciespari -Testo di Hana B. Svieckova - Grafica di Hana B.Svieckova- Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse - Si ringrazia la Sergio Bonelli Editore