Fernando Fusco e il Tex michelangiolesco                    

 

Quella del Tex "michelangiolesco" di Fusco è una definizione coniata da Virgilio Muzzi durante un' intervista fatta da noi qualche anno fa all'autore di Codogno. Ed in effetti alcune pose dei personaggi di Fernando Fusco ricordano un pò l'artista rinascimentale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cosa nasce forse dal fatto che le dinamiche della scena disegnata da Fusco sono sempre portate ad un' esasperazione grafica anche quando l'azione è ferma: quella del dialogo tra personaggi, ad esempio, ma probabilmente anche per l'uso, del tutto particolare, delle linee cinetiche che conferiscono al disegno un respiro ampio. Fusco, infatti, è uno di quegli autori che lascia immaginare lo spazio oltre i bordi della vignetta! Gradevolissimo da vedere è stato il primo autore ad entrare nella scuderia di Tex quando il periodo d'oro era giunto quasi alla fine (il riferimento cronologico è l'albo 168 L'idolo di smeraldo) ma è stato il protagonista grafico di un paio di autentici capolavori come I ribelli del Canada e La maschera di ferro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa dire ancora di Fernando Fusco? Prolifico come pochi è stato tra i disegnatori di Tex più amati e lo è anche dalle nuove generazioni, con il suo tratto ancora fresco e carico di intensità pare debba lasciarci a breve (se la cosa non è già avvenuta). Fusco, dall'alto dei suoi 80anni, ha deciso di ritirarsi professionalmente. Giusto o sbagliato che sia inutile aprire la vecchia diatriba se sia opportuno mollare quando si è ancora a buonissimi livelli o se è meglio andare fino al fondo della pista come fece Galep.

 

Fernando Fusco, artista e celebre disegnatore di TEX, in visita al museoFernando Fusco è nato a Ventimiglia nell'Agosto del 1929 oggi vive a San Giustino. Il suo esordio nel fumetto risale al 1948 (proprio l'anno della nascita di Tex). Pubblica per il "Vittorioso" dopo di che si trasferisce in Francia (1955) dove realizza tavole per numerosi personaggi. Presta la sua opera anche per editori inglesi realizzando storie sentimentali.

Dal 1970 in Italia disegna per il settimanale "Intrepido" e per l'editrice Universo per la quale crea, assieme a Luigi Grecchi, "Lone Wolf", una sorta di giustiziere dal passato misterioso Quattro anni dopo entrerà a far parte della scuderia Bonelli disegnando un episodio nel quale Tex è rappresentato come un baldo giovanotto sempre sorridente. Col tempo Fusco assesterà il suo segno rendendo al ranger una caratterizzazione efficace, molto apprezzata dai lettori. A meta degli anni '90 Fusco disegnava 20/25 tavole al mese, ma in emergenza è arrivato a produrne circa 30. Ecco quando si parla di un disegnatore sarebbe quantomeno NORMALE abbinare un giudizio di merito alla prolificità dell'esaminato: Fusco è stato ancor più bravo per questo motivo.

 

 

[Francesco Bosco]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©baciespari -Testo di Francesco Bosco - Grafica di Hana B.Svieckova- Immagini e foto contenute in questo articolo sono di proprietà degli autori delle stesse - Si ringrazia la Sergio Bonelli Editore